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La Foce. Qua sono nati e cresciuti i grandi cantautori genovesi. De Andrè, Bindi, Tenco, Lauzi, Paoli e i milanesi fratelli Reverberi gravitavano tra Corso Torino e Via Rimassa. Loro hanno cantato la bellezza del quartiere, la sua spiaggia, il suo mare.
Oggi non è più così. La Foce è passata per molte trasformazioni.
Nel XV secolo sulla sponda sinistra del Bisagno, sorgeva un lazzaretto per l’isolamento e il ricovero dei malati contagiosi e dei passeggeri delle navi giunti in porto e soggetti a quarantena, soprattutto in occasione delle epidemie di peste.
A metà dell’Ottocento l’edificio fu demolito, consentendo l’ampliamento del cantiere navale già da tempo esistente sulla spiaggia che alla fine degli anni 30 sarà sostituito per un breve periodo dal Villaggio Balneare, sede di numerosi eventi fieristici, quindi cancellato dal successivo disegno urbanistico.
Il piccolo borgo di pescatori sopravvissuto all’espansione edilizia andò definitivamente perduto a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale per lasciare posto ai palazzi e ai riempimenti della Fiera Internazionale di Genova che ancora oggi la occupano.
La copertura del Bisagno da un decennio crea disagi ai residenti e le alluvioni degli ultimi anni hanno procurato distruzioni e chiusura di esercizi pubblici.
Il degrado sociale e paesaggistico del quartiere attuale ripropone il lazzaretto.
Agenzie di scommesse e sale gioco hanno sostituito il tessuto commerciale precedente. Barboni e rifugiati abbandonati a se stessi fanno della zona un dormitorio e un vespasiano a cielo aperto. Cartoni e rifiuti punteggiano strade e giardini, le colonne del “complesso Daneri” sono ingiallite dall’urina di cani condotti da padroni-incivili, le aiuole delle vie limitrofe sono sporche e lasciate all’incuria.
Le strade sono sempre più trafficate, i marciapiedi pieni di buche, la spiaggia sporca, il verde ridotto ai minimi termini.
La sorte incerta dell’ex fiera del mare rende ancora più inutile l’enorme piazzale di asfalto che ha riempito il mare dei genovesi: desolato per la maggior parte del tempo, si popola qualche mese all’anno di luna park, circhi e altri spettacoli viaggianti, molesti per l’ambiente, la viabilità e la sicurezza.
Un nuovo progetto, oggetto di molte discussioni, il BluePrint dell’architetto Renzo Piano, sta lentamente prendendo forma. Potrà restituire un senso e una nuova vita anche al nostro quartiere?
Forse i cantautori oggi non sarebbero così fieri della loro amata Foce.

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